Gesù sospinto nel deserto! La prima domenica di Quaresima ci parla di una realtà invisibile ma onnipresente nella nostra vita, come fu presente anche nella vita di Gesù: quella del tentatore. La nostra battaglia, oltre che contro il mondo e la carne, è contro gli spiriti del male. Da quando furono precipitati e ridotti a strisciare non sopportano di vedere qualcuno in piedi e fanno di tutto per farlo strisciare: ecco cosa ci rende il peccato esseri striscianti e schiavi del maligno. Uno che è in piedi può guardare in faccia l’interlocutore, ma chi striscia no! Il cristiano non separa gli esseri in buoni e cattivi, ma in schiavi e liberi. I buoni sono liberi, i cattivi sono schiavi.

Sentirsi toccati dalla compassione per ritrovare la gioia della comunione. Le parole di Gesù risorto che ascoltiamo nella preghiera personale e nella celebrazione comunitaria della sua Pasqua sono parole trasformanti, liberanti, potenti. Cambiano la situazione, sono parole “performatrici”. Nel contemplare il testo del Vangelo di questa domenica immagino i catecumeni che ascoltavano lo stesso racconto e stavano imparando a scoprire e gustare il dono della Parola di Dio, la Parola del Cristo risorto, che genera conversione, qualità di vita rispetto a un vissuto più problematico della vita passata.

Stiamo faticosamente uscendo da una crisi quale, dicono, mai si era vista dopo l’ultima guerra. Una crisi economica, che ha toccato tutti gli strati della popolazione e a livelli profondi della vita, sino a diventare crisi di certezze, di prospettive, di speranze. In situazioni come questa è facile lasciarsi andare a considerazioni pessimistiche, come quelle della prima lettura odierna, tratta dal libro di Giobbe (7,1-7).

Sabato, 27 Gennaio 2018 18:29

“Insegnava come uno che ha autorità”

La prima lettura, tratta dal libro del Deuteronomio, promette un nuovo profeta: Mosè parlò al popolo dicendo: Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me (Dt 18,15). Il Signore promette la venuta di una persona nella cui voce si può riconoscere quella di Dio. In quasi tutte le religioni esistono figure di questo tipo. Normalmente sono i sacerdoti che fungono da mediatori, sono consultati come oracoli - il loro ruolo è di interpretare gli eventi della storia o della vita delle persone in nome della divinità. Ora, la novità del cristianesimo è quella che questa figura del sacerdote, del mediatore, scompare.

Le letture di questa domenica danno l’occasione di riflettere su una realtà di fondo: quelli del Signore, eccettuando casi particolari e del tutto rari, non sono mai giorni straordinari. Dio si rivela infatti nell’immediatezza della vita ordinaria, nella spontaneità e nell’ordinarietà, nelle situazioni comuni della vita e quando la sua manifestazione avviene sotto questa forma indubbiamente reca sempre i dovuti frutti.

Sabato, 13 Gennaio 2018 17:21

Abbiamo trovato il Messia, Cioè il Cristo

Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Le prime parole di Gesù che il Vangelo di Giovanni registra sono sotto forma di domanda. È la pedagogia di quel giovane rabbi, che sembra quasi dimenticare sé stesso per mettere in primo piano quei due giovani, quasi dicesse loro: prima venite voi. Amore vero mette sempre il tu prima dell’io.

Giovanni il Battista annuncia nel Vangelo di oggi: Viene uno dopo di me che non vi battezzerà semplicemente nell’acqua (Mc 1,7), cioè la cui azione non si limiterà a stimolarvi alla conversione dal di fuori, ma vi battezzerà nello Spirito Santo (Mc 1,7), cioè vi permetterà di cambiare dal di dentro versando nei vostri cuori l’amore stesso di Dio (Cf. Rm 5,5). E il misterioso artefice di questo nuovo battesimo è Gesù: Ed ecco, in quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea (Mc 1,9).

Sabato, 30 Dicembre 2017 14:54

Il capolavoro della Misericordia di Dio

“Nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge” (Gal 4,4). Così Paolo descrive il Cristo venuto nella carne, che è entrano nella storia umana, uomo fra gli uomini. “Nato da donna” è espressione spesso adoperata dalla mariologia per dare risalto a Maria Madre del Dio fatto uomo e alla sua figura di modello e di maternità anche per noi. A mio avviso, la frase si limita semplicemente a riferire l’elemento estremamente terreno, carnale che Cristo ha voluto assumere immedesimandosi nella nostra condizione. Anche lui, cioè, come uomo è nato da una donna, è stato concepito carnalmente pur restando Figlio di Dio, ha assunto forma umana prendendo carne da un soggetto femminile.

Sabato, 30 Dicembre 2017 14:51

Luce e speranza della sacra famiglia

Prima domenica dopo il Natale: la liturgia continua a celebrare il grande evento, ricordando il nucleo familiare in cui il Figlio di Dio si è fatto uomo. Sulla famiglia composta da lui, da sua Madre e da Giuseppe quest’anno si legge il passo (Luca 2,22-40) relativo al compimento delle pratiche religiose allora prescritte per la nascita dei primogeniti maschi, vale a dire la loro presentazione al tempio. L’atto costituiva il formale riconoscimento che il primogenito apparteneva a Dio, ed era accompagnato dall’offerta di due tortore o giovani colombi, da sacrificare per la purificazione della madre.

La quarta domenica di Avvento quest’anno coincide con la vigilia del Natale, a stretto contatto con il grande mistero della natività. E poi sulla nascita di Gesù che si concentra la parola di Dio di questa ultima tappa del cammino di attesa e vigilanza che il sacro Avvento. Il vangelo di Luca ci porta al momento dell’annunciazione del Signore. L’arcangelo Gabriele che si reca da Maria, nella sua casa di Nazareth e le dice: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» E soggiunse: “Non temere”. Il motivo di questa gioia sta nel fatto che darà alla luce il Figlio di Dio. Infatti, l’avverte l’Arcangelo? Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Questo grande evento, come e quando avverrà è spiegato dall’Angelo, anche di fronte ai legittimi interrogativi che si pone la giovane donna Maria: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». La risposta è immediata. Tutto questo avverrà subito, appena Tu, o Maria, darai il consenso e tuo sì al piano di Dio. E avverrà in termini molto diversi dalla nascita di qualsiasi essere umano che viene in questo mondo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

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