Lunedì, 02 Aprile 2012 01:00

E SE ISCRIVESSI MIO FIGLIO AL CATECHISMO?

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Se senti il desiderio dì pregare, è perché Dio lo ha già posto nel tuo cuore

Perché andare al Catechismo

La Parola catechismo deriva dal latino catechismus che, a sua volta, viene dal greco Katèkein “ far squillare, far risuonare”.

La missione della catechesi è far risuonare la Parola di Dio per “svegliare” chi ascolta. Iscrivere il proprio figlio al catechismo significa permettergli, attraverso il Vangelo, di riflettere sulle domande che si pone sul mondo e su Dio.

La catechesi si rivolge a tutti perché si può diventare cristiani a qualsiasi età, ma il periodo di catechismo è dedicato essenzialmente ai bambini, battezzati o no, che hanno tre i 7 e i 12 anni.

Il gruppo si riunisce intorno, a un adulto, in un giorno della settimana: in molte parrocchie è il giovedì, per poi prevedere la partecipazione alla celebrazione eucaristica della domenica.

Negli ultimi quarant’anni il numero dei bambini che partecipano al catechismo è sceso, naturalmente, ma ci sono ancora molti genitori che desiderano, anche se non sono per nulla vicini alla Chiesa, che il loro figli vedano al catechismo per acquisire certi valori morali.

La catechesi richiede un accompagnamento fraterno, che rispetti i tempi e i percorsi di ciascuno

Cominciare un cammino

In passato, il catechismo era un passaggio educativo obbligato. Inserito nel ritmo scolastico, spesso fino alla prima metà del XX secolo, si riduceva a essere una materia da imparare a memoria.

Oggi si insiste sul tempo di maturazione necessario per diventare cristiani. Il catechismo non obbliga a credere, ma fornisce ai bambini gli elementi per scoprire Gesù Cristo e i valori che esprime attraverso il Vangelo, e ad affezionarsi a Lui.

È un periodo di iniziazione che apre un cammino. Il catechista stesso, come ogni cristiano, percorre il suo cammino di fede.

Essere responsabili di tutto l’essere

Naturalmente il progetto educativo della catechesi consiste nel far conoscere Dio, ma ciò non avrebbe senso se non fosse al servizio della crescita dell’essere nella sua interezza. I catechisti si sentono quindi coinvolti nel quotidiano del bambino e prestano particolare attenzione ai traumi affettivi che potrebbe subire.

Formarsi un’interiorità

Incoraggiare la vita interiore dei bambini, in particolare insegnando loro il raccoglimento e la preghiera, è uno dei principali obiettivi della catechesi. Il bambino viene così invitato a interrogarsi su quello che prova davanti a un avvenimento, facendo così aumentare quello spazio interiore fatto di solitudine, di pensieri e d’immagina­zione. Nessuna risposta formulata da un adulto potrebbe stimolare un simili progresso del bambino e della sua libertà.

Affrontare i problemi esistenziali

Molti genitori sono disorientati davanti alle domande poste dai propri figli, che li rimandano alle loro stesse domande. Ancora più difficile, davanti a un evento drammatico, dare un po’ di speranza: “ Perché tutti dobbiamo morire?”.

Per i catechisti è essenziale lasciar emergere le domande che nascono i bambini in loro. A volte i testi biblici stimolano i bambini a fare altre domande sulla complessità della vita, e danno loro l’occasio­ne di camminare insieme per trovare delle aperture, o per tranquillizzarsi…

Il catechismo si vive!

I metodi pedagogici del catechismo si sono radicalmente evoluti. Ormai, si tratta soprattutto di far scoprire che la fede non significa soltanto sapere delle cose su Cristo, ma un modo di vivere con Lui giorno dopo giorno. I bambini dai 7 e 12 anni hanno il gusto della sperimentazione e oggi vengono molto sviluppate le attività del giogo collettivo, di cui vanno matti.

Se i suoi obbiettivi son ben definiti, il gioco può diventare un luogo speciale di evangelizzazione e di rivelazione di sé, degli altri e di Dio.

Camminare con gli altri credenti

Non si accede soltanto alla fede.

Il catechista offre una compagnia spirituale al bambino: lo invita tramite le celebrazione liturgiche, affinchè la sua giovane fede si radichi in quella della Chiesa. È importante che i bambini possano incontrare i cristiani che si riuniscono per la messa domenicale.

Domande:

Mio figlio non è Battezzato, può frequentare il catechismo?

Oggi vengono accettati al catechismo tutti i bambini, compressi quelli non battezzati. Il catechismo comincia con un anno di iniziazione che corrisponde alla seconda elementare. In genere i bambini già battezzati ricevono il sacramento della riconciliazione e si comunicano per la prima volta durante la prima i la seconda media.

Al catechismo nessuno è obbligato a ricevere il sacramento del battesimo o fare prima comunione. Lo devono richiedere il bambino e la sua famiglia.

Mio figlio ha un handicap: posso iscriverlo al catechismo?

In molte parrocchie esiste un gruppo di Pedagogia catechetica specializzata. Questa struttura si occupa di permettere a bambini portatori di handicap o in difficoltà con la scuola di avere il loro posto nella Chiesa. Ma se i metodi pedagogici sono un po’ diversi (vengono particolarmente stimolati i cinque sensi), il messaggio rimane lo stesso.

Forse impedisco a mia figlia di scegliere imponendole il catechismo?

Affinché un bambino possa scegliere di essere cristiano, bisogna offrirgliene la possibilità. Proporre non significa imporre: quindi non si compromette la sua libertà parlando di Gesù e dei valori che promuove nel Vangelo. Ma è un’occasione per farla crescere in libertà, quindi avrà la possibilità di scegliere con cognizione di causa.

Se lo scrivo, sarò obbligato a impegnarmi?

Molti genitori pensano che il catechismo riguardi soltanto il bambino e il catechista! Interessarsi a quello che il bambino fa il catechismo significa semplicemente accompagnarlo in un’atti­vità in cui si realizza, come nel coro o nello Sport.

Il catechismo può essere una fase importante se il bambino decide di ricevere un sacramento. In realtà, vi si chiederà soltanto di accompagnare un gruppo o partecipare a un incontro. Perché non provare?

Consigli pratici

Come iscriverlo?

Per tutti i bambini, battezzati o no, e che hanno tra 7 e 12 anni, l’iscrizione si deve fare all’inizio di settembre. Ci si può informare guardando sulla bacheca della chiesa. Il prezzo dell’iscrizione ge­neralmente comprende il libro-percorso ma il costo non deve essere un ostacolo.

Esiste anche un risveglio alla fede per i bambini di 3-7 anni e una catechesi famigliare per le elementari.

Come si svolge?

In genere il gruppo si riunisce una volta alla settimana in una sala parrocchiale.

Vengono organizzati anche incontri più allargati. Ogni livello comporta diversi gruppi, coordinati da un/una responsabile, sotto la direzione del parroco, che a sua volta dipende dalla giurisdizione del vescovo, per la quale la catechesi rappresenta una missione fondamentale.

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