Domenica, 24 Giugno 2018 12:47

Giovanni è il suo nome

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. Quando Zaccaria, sacerdote della classe di Abia, si trovò per sorte, nel tempio per l’incenso ricevette la buona notizia (Lc1,5): la sua preghiera, quella che come sacerdote stava facendo per tutto il popolo, era stata esaudita. Il tempo aveva raggiunto la sua pienezza, Dio, ancora una volta si era chinato sul suo popolo.

Queste due parabole, la prima propria di Marco mentre la seconda ha paralleli nei sinottici, hanno in comune diversi aspetti; il primo condiviso tra tante altre parabole è il paragone con il regno di Dio. È una espressione un po’ ostica, non percepibile immediatamente, neanche gli Apostoli ne hanno compreso bene il significato. Gesù dedica molte immagini per aiutarci a comprenderne il senso, nonostante questo, nei secoli, la discussione è stata ampia e diversamente articolata, lontana da una comprensione univoca.

Che tempismo! la madre di Gesù.... proprio nel bel mezzo di una disputa. E che disputa! Gesù si è appena sentito dare del posseduto’, dell’indemoniato, anzi, capo dei demoni. Ma Lui non si scompone, e sta al gioco! Invece di ribattere all’accusa, affermando di essere Figlio di Dio, il nemico peggiore che un demonio possa incontrare sulla sua strada, Gesù smonta l’accusa degli scribi, pezzo per pezzo, mettendo in luce la contraddittorietà della stessa: Come può Satana scacciare Satana? Se Satana si ribella contro sé stesso, è giunto al capolinea....

Prendete, questo è il mio corpo. Il verbo è preciso e nitido come un ordine: prendete. Stringente e senza alibi. Gesù non chiede agli Apostoli di adorare, contemplare, venerare quel Pane, dice molto di più: io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nell’intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vita.

Alla fine del prologo al suo vangelo Giovanni afferma: Dio nessuno lo ha mai visto (Gv 1,18). Non si tratta di un’affermazione relativa al passato, ma che vale ancora oggi: Dio resta non evidente, inaccessibile, invisibile, anche quando Gesù ce lo rivela, ce lo fa conoscere. A volte si dice che Gesù è il volto umano di Dio. In realtà questa affermazione è teologicamente errata perché Gesù è Dio stesso in mezzo a noi.

Sabato, 19 Maggio 2018 19:49

Lo Spirito Santo dono del Signore Risorto

In tutto il mondo oggi la Chiesa celebra l’evento nel quale si è pienamente compiuta la promessa di Dio, prima predetta dai profeti e poi annunciata da Gesù stesso. L’uomo incapace di rispondere all’amore di Dio, incapace di comprenderlo e seguirlo nei suoi progetti, dopo esser stato salvato, viene raggiunto da una potenza dall’alto (Lc 24,49), e viene abilitato a compiere integralmente la sua vocazione/missione.

Certe storie di santi, certe immagini che accade di vedere dentro le chiese, certe prediche vecchio stile, persino certi detti popolari, paiono dare fondamento a chi ritiene il cristianesimo la religione della rinuncia, del sacrificio, della penitenza; insomma, di una vita triste che si priva di quanto può piacere. Ebbene, chi avesse una tale idea della fede cristiana resterà sorpreso dal vangelo odierno (Giovanni 15,9-17), costituito da un brano del discorso di Gesù durante l’ultima cena, in cui tra l’altro egli afferma: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”.

Sabato, 28 Aprile 2018 18:05

Rimaniamo uniti a Cristo vera vite

Siamo ancora sempre in campagna: superato il recinto delle pecore siamo finiti nella vigna. E assistiamo a una potatura tutta speciale, sia perché viene fatta da un vignaiolo assolutamente straordinario nientemeno che il Padre celeste, sia perché a venir potata non è per niente la vigna che sta in campagna, ma quella che si trova nel nostro cuore.

Domenica, 22 Aprile 2018 17:47

Il buon pastore ha cura delle sue pecore

Io sono il Pastore buono è il titolo più disarmato e disarmante che Gesù abbia dato a se stesso. Eppure questa immagine, così amata e rassicurante, non è solo consolatoria, non ha nulla di romantico: Gesù è il pastore autentico, il vero, forte e combattivo, che non fugge a differenza dei mercenari, che ha il coraggio per lottare e difendere dai lupi il suo gregge.

Il vangelo di oggi, 3a domenica di Pasqua, è la versione lucana di quello ascoltato domenica scorsa. La variante è data dal ritorno dei due discepoli di Emmaus che raccontano agli apostoli quanto vissuto con il pellegrino Gesù incontrato per strada. Durante questo racconto, il Signore Risorto si manifesta tra loro (Lc 24,36). In questo modo l’evangelista vuole dirci che l’esperienza del riconoscimento del Risorto avviene dopo un lungo cammino in cui ogni discepolo vive lo scacco davanti allo scandalo della croce, fintanto che Gesù stesso non lo soccorre andandogli incontro per sbloccarlo laddove si è arrestato (Lc 24,17).

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