Domenica, 24 Dicembre 2017 12:32

“Ecco concepirai un figlio, e lo darai alla luce”

24 dicembre 2017
IV domenica di Avvento
Ciclo Liturgico Anno “B”

Prima Lettura
Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore (2Sam 7, 1-5.8b 14a. 16)

Dal secondo libro di Samuele

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».


Parola di Dio

 

Salmo
Canterò per sempre l’amore del Signore (Sal 88)

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».

 

Seconda Lettura
Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato (Rm 16,25-27)

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli,
a colui che ha il potere di confermarvi
nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo,
secondo la rivelazione del mistero,
avvolto nel silenzio per secoli eterni,
ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti,
per ordine dell’eterno Dio,
annunciato a tutte le genti
perché giungano all’obbedienza della fede,
a Dio, che solo è sapiente,
per mezzo di Gesù Cristo,
la gloria nei secoli. Amen.


Parola di Dio

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.
Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.

Alleluia.

 

Vangelo
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce (Lc 1,26-38)

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


Parola del Signore

 

Commento

La quarta domenica di Avvento quest’anno coincide con la vigilia del Natale, a stretto contatto con il grande mistero della natività. E poi sulla nascita di Gesù che si concentra la parola di Dio di questa ultima tappa del cammino di attesa e vigilanza che il sacro Avvento. Il vangelo di Luca ci porta al momento dell’annunciazione del Signore. L’arcangelo Gabriele che si reca da Maria, nella sua casa di Nazareth e le dice: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» E soggiunse: “Non temere”. Il motivo di questa gioia sta nel fatto che darà alla luce il Figlio di Dio. Infatti, l’avverte l’Arcangelo? Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Questo grande evento, come e quando avverrà è spiegato dall’Angelo, anche di fronte ai legittimi interrogativi che si pone la giovane donna Maria: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». La risposta è immediata. Tutto questo avverrà subito, appena Tu, o Maria, darai il consenso e tuo sì al piano di Dio. E avverrà in termini molto diversi dalla nascita di qualsiasi essere umano che viene in questo mondo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Maria di fronte a questa convincente parola dell’Angelo dice il suo sì generoso e sicuro a Dio che la vuole cooperatrice nel piano della redenzione: Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Quello che è successo dopo, lo conosciamo perfettamente, completato il periodo del normale e regolare sviluppo del Bambino Gesù nel grembo di Maria, Egli viene alla luce, nel primo Natale ed unico vero Natale della storia dell’umanità. Gesù con il sì di Maria inizia il suo cammino nel tempo e nella storia dell’uomo, è concepito, si ì sviluppato nel grembo di Maria, è venuto alla luce e poi ha seguitato il suo cammino nella storia dell’umanità, elevandola alla dignità di terra dell’accoglienza, per niente ospitale verso il salvatore e redentore che scelse di venire tra noi.

Maria e tante altre persone si aprono all’accoglienza generosa verso il piccolo Gesù. Atri lo rifiutano senza averlo neppure visto e incontrato.

Il Natale è costruire una casa al Signore, un abitacolo dentro di noi. Nella prima lettura di questa domenica ci è ricordato questo, nel brano del secondo libro di Samuele, in cui si parla, appunto della costruzione del tempio in Gerusalemme da parte del Re Davide.

Gesù viene a prendere casa, scendendo sulla terra. Lui il proprietario in senso assoluto si attende una casa dal Re Davide Non la troverà né nella nascita e nel durante il suo ministero tra la gente. Tutti hanno una casa, il Figlio dell’uomo non ha un posto per poggiare la testa, cioè per riposare e dormire. Ma la casa a cui fa riferimento è la sua abitazione sua terra, il suo essere con noi nella molteplicità dei modi che Egli stesso sceglie, dall’incarnazione ai sacramenti che istituisce, a partire dall’eucaristia, per stare sempre con noi. Egli starà sempre con noi e per noi. Egli è l’Emmanuele, il Dio con noi sempre.

San Paolo nel brano della seconda lettura di questa quarta domenica d’Avvento, tratto dalla sua lettera ai Romani fa risaltare il significato della venuta di Cristo tra noi, annunciato dai profeti, che è un inno di lode “a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Gesù Cristo svela il mistero di Dio” avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede”.

Il Natale è lo svelamento del Dio amore, che si fa Bambino, nel volto di Gesù Bambino, quel “Dio grande e misericordioso, che tra gli umili sceglie i suoi servi per portare a compimento il disegno di salvezza”. Questo nostro Dio conceda alla Chiesa di Cristo la fecondità dello Spirito, perché sull’esempio di Maria accolga il Verbo della vita e si rallegri come madre di una stirpe santa e incorruttibile”.

Il Natale che ci apprestiamo a vivere nelle prossime ore di questo giorno e di domani, ci renda santi ed immacolati al cospetto di Gesù Bambino che è disceso tra noi per sanare le ferite del peccato antico.

 

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