Domenica, 24 Giugno 2018 12:47

Giovanni è il suo nome

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. Quando Zaccaria, sacerdote della classe di Abia, si trovò per sorte, nel tempio per l’incenso ricevette la buona notizia (Lc1,5): la sua preghiera, quella che come sacerdote stava facendo per tutto il popolo, era stata esaudita. Il tempo aveva raggiunto la sua pienezza, Dio, ancora una volta si era chinato sul suo popolo.

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“Dio ha tanto amato il mondo da dare Suo Figlio” è una frase a cui forse abbiamo fatto ‘abitudine, ma se ci fermiamo a meditare questa Parola possiamo renderci conto di quanto grande e forte sia l’amore di questo nostro Padre. Nella bibbia c’è stata un’altra figura a cui fu chiesto il sacrificio di un figlio: Abramo. Immaginate quest’uomo anziano, saggio e pieno di fede. Ha sempre vissuto con il desiderio di essere padre ma la moglie Sara è una donna sterile. Allora ha un figlio dalla sua serva ma avviene che Dio mantiene la Sua Promessa: Sarà sterile e vecchia partorisce un figlio che sarà chiamato Isacco. La felicità viene però turbata da una dura prova. Dio chiede ad Abramo l’impossibile: sacrificare al Signore Isacco figlio prediletto.

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Alla fine del prologo al suo vangelo Giovanni afferma: Dio nessuno lo ha mai visto (Gv 1,18). Non si tratta di un’affermazione relativa al passato, ma che vale ancora oggi: Dio resta non evidente, inaccessibile, invisibile, anche quando Gesù ce lo rivela, ce lo fa conoscere. A volte si dice che Gesù è il volto umano di Dio. In realtà questa affermazione è teologicamente errata perché Gesù è Dio stesso in mezzo a noi.

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Sabato, 19 Maggio 2018 19:49

Lo Spirito Santo dono del Signore Risorto

In tutto il mondo oggi la Chiesa celebra l’evento nel quale si è pienamente compiuta la promessa di Dio, prima predetta dai profeti e poi annunciata da Gesù stesso. L’uomo incapace di rispondere all’amore di Dio, incapace di comprenderlo e seguirlo nei suoi progetti, dopo esser stato salvato, viene raggiunto da una potenza dall’alto (Lc 24,49), e viene abilitato a compiere integralmente la sua vocazione/missione.

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Prendete, questo è il mio corpo. Il verbo è preciso e nitido come un ordine: prendete. Stringente e senza alibi. Gesù non chiede agli Apostoli di adorare, contemplare, venerare quel Pane, dice molto di più: io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nell’intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vita.

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